La riforma proposta dalla FIVB per il calendario internazionale di pallavolo continua a suscitare preoccupazione e dibattiti tra le varie federazioni e i protagonisti del settore. Pasquale Di Santillo, nel suo articolo per il Corriere dello Sport, ha messo in luce i dettagli su queste potenziali modifiche. I documenti riguardanti il piano internazionale per il periodo 2029-2032 sono stati recentemente condivisi con le federazioni e le leghe di tutto il mondo, contenendo importanti novità relative alla pianificazione delle attività delle Nazionali.
Tra le modifiche chiave si segnalano:
1. Una pausa invernale per le competizioni maschili di circa 4 settimane e mezza, a partire da metà novembre, mentre le donne avranno una sosta a partire da metà gennaio.
2. La conferma dei due mesi dedicati alla Volleyball Nations League (VNL) nel mese di giugno e luglio.
3. Un nuovo calendario che prevede l’avvio delle attività per i club sul finire di agosto o all’inizio di settembre, con una conclusione fissata a fine maggio, sebbene la nuova periodicità biennale del Campionato del Mondo per club possa modificare la programmazione a maggio.
I rappresentanti delle federazioni interessate hanno tre settimane per presentare le loro osservazioni, con l’intenzione di arrivare a una decisione definitiva entro la fine dell’anno. Tuttavia, molti esperti sostengono che questa proposta sembri più una regressione piuttosto che un progresso.
Fin dagli inizi degli anni ’90, quando il volley italiano ha iniziato a farsi strada a livello internazionale, le tendenze e le scelte organizzative nel settore non hanno sempre soddisfatto le aspettative degli attori coinvolti, lasciando aperte numerose questioni. La riforma, quindi, si presenta come un argomento di grande rilevanza per il futuro del volley mondiale, e sarà cruciale considerare il parere di club, tecnici e atleti nel processo decisionale.
Fonte: iVolleyMagazine.it