Casey Stoner è spesso considerato il pilota più straordinario della MotoGP, un atleta il cui talento ha ridefinito lo sport. Non sorprende quindi che il suo stile di guida sia stato giudicato indimenticabile da chi ha avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con lui. In un episodio recente del podcast Mig Babol, l’ex pilota Andrea Migno ha ospitato Michele Pirro, che ha condiviso la sua esperienza come collaudatore della Ducati con Stoner, dal 2016 al 2018.
Un talento ineguagliabile
Durante il suo arrivo in Ducati, Pirro ha notato subito che la mentalità dei tecnici era chiara: “solo Stoner guida questa moto, solo Stoner vince”. Questi complimenti evidenziano quanto fosse unico Stoner nel modo di guidare la moto. Pirro ha rivelato che, al suo ritorno, Stoner non era lì per essere un semplice collaudatore, ma piuttosto per dimostrare nuovamente il suo straordinario talento. Era un maestro nel mettere a punto la moto con mappe che sembravano essere create solo per lui.
Impossibile da replicare
Nel 2017 e 2018, la Ducati schierava piloti di grande calibro come Jorge Lorenzo e Andrea Dovizioso, ma nemmeno loro sono riusciti a replicare lo stile di Stoner. “Lorenzo ha provato le stesse soluzioni, ma ha subito rinunciato”, ha commentato Pirro. L’approccio audace di Stoner era paragonabile a quello di un videogiocatore: preferiva avere il controllo totale senza sistemi elettronici come il traction control, utilizzando astuzia e abilità con il freno posteriore.
Un’analisi sorprendente
Ascoltare Stoner descrivere un giro era come assistere a una dimostrazione di abilità incredibili, qualcosa che sembrava uscito da un videogioco. “Parlavi con lui e sentivi come descrivesse ogni dettaglio con precisione”, ha commentato Pirro, evidenziando la differenza tra il racconto di Stoner e la realtà dei dati. Questa unicità lo ha reso una leggenda nel mondo della MotoGP, continuando a ispirare generazioni di piloti.
Fonte: FormulaPassion.it