Torino, Cairo: “Rifondare in 8-10 anni è troppo lungo”

Torino, il presidente Urbano Cairo ha recentemente espresso la sua opinione riguardo alla rifondazione della squadra, evidenziando che i tempi di 8-10 anni sono troppo lunghi. Durante un confronto presso l’Assemblea della Lega Calcio con i dirigenti della Figc, Cairo ha risposto alle domande dei giornalisti, parlando di temi cruciali per il futuro del club.

Inizialmente, Cairo ha parlato della figura di Giovanni Malagò, il nuovo numero uno della Federazione, affermando di conoscerlo bene e di stimarlo: “Malagò è una persona competente che porterà sicuramente buone idee. Ho avuto l’occasione di vedere anche Paolo Maldini e Leonardo, che mi hanno colpito positivamente”. Il presidente del Torino ha quindi messo in evidenza l’urgenza di implementare cambiamenti rapidi all’interno della Federazione: “I primi 100 giorni sono fondamentali per qualsiasi nuovo incarico, non si può pensare di avere anni per avviare una rifondazione”.

Cairo ha criticato l’idea di un periodo di rifondazione così prolungato, paragonandolo ironicamente alla storia dell’Unione Sovietica e affermando che sebbene ci siano danni da riparare, è possibile migliorare in tempi più brevi. “Se ci sono gli investimenti giusti nei centri di sviluppo e nei formatori, potremmo vedere progressi significativi in 2-4 anni invece di 8-10”, ha proseguito Cairo. “L’importante è cambiare le regole e investire nei giovani talenti”.

Una domanda che ha sollevato interesse riguarda il nuovo Commissario Tecnico (ct). “Non ci sono nomi concreti al momento”, ha affermato Cairo, sottolineando l’importanza della scelta del ct e confrontando l’attuale situazione con quella del 2014, quando Carlo Tavecchio, pur partendo con delle gaffe, riuscì a scegliere Antonio Conte, il che diede una spinta notevole alla squadra. “Malagò deve essere accorto e scegliere bene, proprio come fece Tavecchio”, ha detto Cairo.

Il presidente del Torino ha parlato della situazione di Roberto Abate, auspicando che i segnali siano positivi. “Siamo a luglio, troppo presto per trarre conclusioni. Dobbiamo fare investimenti anche su Abate, affinché possa confermare le buone sensazioni”. Tuttavia, Cairo non è in posizione di decidere chi sarà il prossimo ct. “Farà qualcun altro, io posso solo esprimere opinioni. Le scelte giuste possono dare un impulso a una presidenza che lavora bene”.

Infine, ha ribadito l’importanza di un lavoro profondo e tempestivo: “Occorre un intervento che non si limiti al lungo periodo, ma che porti risultati immediati. È necessario lavorare sui giovani, sui formatori e sui centri di addestramento. I tempi non possono essere infiniti. Un cambiamento deve avvenire nell’arco di 100 giorni e non possiamo permetterci di aspettare 8-10 anni per vedere i risultati”.

In conclusione, Torino dovrà affrontare sfide significative, ma con una visione chiara e impegni concreti, Cairo crede che sia possibile ottenere risultati gratificanti in un lasso di tempo ragionevole.

Fonte: TuttoMercatoWeb.com – torino

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