Brad Stevens: il trade di Jaylen Brown è stato necessario per la flessibilità economica dei Celtics

La scelta strategica di Brad Stevens

Il presidente delle operazioni di basket dei Celtics, Brad Stevens, e il proprietario della squadra, Bill Chisholm, vogliono chiarire che la decisione di scambiare il perenne All-Star Jaylen Brown non è stata presa alla leggera.

Flessibilità finanziaria per il futuro

Secondo Stevens, il trade era necessario per garantire la flessibilità economica necessaria per competere in un NBA in continua evoluzione, dove la gestione del bilancio della squadra diventa sempre più cruciale rispetto al mantenimento di più stelle locali con contratti onerosi.

Le emozioni di una decisione difficile

Stevens ha riconosciuto le critiche ricevute dall’ufficio dirigenziale di Boston dopo la sorprendente decisione di scambiare Brown con i rivali divisionali Philadelphia in cambio di Paul George e di diversi diritti di scelta.

La sfida della gestione salariale

Brown entrerà nella prossima stagione con oltre 185 milioni di dollari rimanenti sul contratto record di cinque anni e 304 milioni firmato con Boston nel luglio 2023. Se fosse rimasto, i Celtics avrebbero dovuto decidere se offrirgli un’estensione biennale di circa 140 milioni di dollari.

Il futuro dei Celtics

Questa situazione, unita ai quasi 190 milioni rimanenti sul contratto di Jayson Tatum, è stata considerata troppo onerosa per i Celtics, compromettendo la loro flessibilità di roster. Paul George guadagnerà 54 milioni di dollari nella prossima stagione, che, insieme ai 58 milioni di Tatum, costituirà circa il 70% del cap salariale dei Celtics nel 2026-27.

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